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the chaos dragonfly

learn to fly and you will have all the world in your hands

Anime, che passione! 

Oggi vi parlerò di un’altra serie anime molto interessante: BLACK BUTLER

  • Trama: Ciel, un giovane conte della casata Phantomhive, rimane orfano in seguito ad un incendio. Il ragazzo fu acquistato da dei nobili che volevano utilizzarlo come sacrificio per la loro messa. Un patto con un demone lo salverà. Tale demone è Sebastian Michaelis: egli diventerà l’ombra del suo padrone finché non troveranno i responsabili dell’assassinio dei genitori del conte. Solo a quel punto Sebastian potrà avere l’anima di Ciel. Nel frattempo si diletta ad essere un maggiordomo perfetto, una guardia del corpo e aiutante nelle indagini che la regina Vittoria affida al ragazzo. Infatti la famiglia Phantomhive è conosciuta per essere il cane da guardia della famiglia reale. 
  • Recensione: I principali temi trattati riguardano per lo più vendetta e morte, nonostante ciò la serie è molto comica: per quanto Ciel sia un personaggio molto serio e cupo, alla sua immagine vengono contrapposti diversi personaggi che smorzano il tono. Ad esempio gli aiutanti scelti per gestire la magione del conte non sono altro che guardie del corpo che devono difendere a qualsiasi costo il loro padrone senza che questo ne sia a conoscenza. La cameriera goffa e impacciata non è altro che un’abile cecchina; il cuoco è uno stratega militare e il giardiniere possiede una forza immane pur essendo molto esile. Sono presenti nella serie anche diversi shinigami tra cui Grell, molto pazzo ed eccentrico innamorato di Sebastian. Nell’insieme sembra tanto caotico, ma assicuro che cattura subito è quasi ne si diventa dipendenti. L’ambientazione è meravigliosa (epoca vittoriana) e spesso cenni storici vengono inseriti all’interno della trama affinché si conoscano bene le circostanze e l’ambiente venga ricreato nel modo corretto. Il fatto che all’intreccio primcipale seguano casi su cui indagare rende la storia ancora più intrigante, soprattutto se riesce a sorprenderti senza sospettare nulla. È uno dei pochi anime da cui sono stata catturata così tanto è ancora adesso mi dispiaccio perché attendo con trepida ansia la quarta stagione. 
  • Curiosità: l’anime è tratto dalla serie manga iniziata nel 2006. Fino alla prima stagione, l’anime resta fedele al manga, nella seconda stagione abbiamo differenze di finali, mentre nella terza riprende dal manga. Teoricamente dovrebbe uscire una quarta stagione, anche se non ci sono stati annunci a riguardo. Dalla serie venne tratto anche musical, un film live action e dei d’arma CD. 

Se vi interessa la serie, vi consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale ricco di contenuti! Spero che questa recensione vi sia stata utile. 

Buona giornata, 

Malika

Letture riassuntive 


Dato che in questi ultimi mesi ho avuto letture sparse, adesso provo a riassumervi il punto della situazione: 

  • Cari mostri: scritto da Stefano Benni, si tratta di una raccolta di racconti molto particolari. Attraverso metafore mette in luce aspetti della realtà di cui ormai ci siamo abituati, ma l’autore con grande ironia è stato in grado di trasformarli in incubi. Lo consiglio caldamente perché è molto scorrevole e si legge con piacere. 
  • L’insostenibile leggerezza dell’essere: storie d’amore che si intrecciano, in questo caso l’autore utilizza i suoi personaggi per fornici una prova tangibile e concreta della contrapposizione tra leggerezza e pesantezza nella vita degli individui. Denso di riflessioni, anche a livello filosofico, è un romanzo che richiede del tempo per la sua lettura e pertanto bisogna avere tempo e concentrazione, soprattutto. 
  • Libia inedita: raccolta di articoli ed email dell’autore che durante gli anni della primavera araba tenta di mettere in luce ciò che stava accadendo realmente in Libia in quei tempi. Fu spinto a scrivere a molti quotidiani nazionali per il rapi,e to di due suoi amici libici. Per quanto ripetivo, l’autore è molto chiaro e sicuramente ha delle buone argomentazioni. Lettura scorrevole e piacevole per documentarsi un po’ di più su altre realtà. 
  • Polpette spaziali: graphic novel molto carina adatta anche ad un pubblico molto giovane. Narra le vicende di una ragazzina insieme a due improbabili amici che tentano di raggiungere il padre di lei scomparso misteriosamente. L’intera storia è ambientata nello spazio. Le tavole sono davvero magnifiche e ricche di particolari. 
  • Blankets: graphic novel che mette in luce l’esperienza biografica adolescenziale dell’autore. Molto interessante dati i temi trattati. In semplice tavole traspare molto dolore e solitudine. Un’opera che definirei unica nel suo genere. 

In un vecchio post, tra le letture che volevo portare a termine c’erano anche L’accademia dei vampiri e Lettere mai spedite per un amore lontano. Il primo l’ho abbandonato perché dai primi due capitoli non mi ha colpito, soprattutto per lo stile di scrittura che sicuramente è più adatto ad un pubblico molto più giovane di me (non che io sia vecchia, dato che ho 20 anni) e l’intreccio mi dava l’idea di storia già sentita. Pertanto ho preferito lasciare giù il libro. E mi è dispiaciuto moltissimo dato che avevo grandi aspettative. A seguire, il secondo “libro” pur essendo andata avanti, non era un buon periodo per leggere storie di amore e quindi l’ho lasciato per tempi migliori (se mai arriveranno).

 In generale in questo periodo trovo davvero difficile trovare un libro che mi prenda tanto, quasi fossi bloccata. Spero che con queste vacanze di recuperare il tempo perduto! Nel frattempo spero che questo post sia di vostro gradimento. 

A presto, 

Malika

Libia inedita

“La più grande libertà è quella interiore e quando ce l’hai nessun dittatore, nessuna tortura potrà portartela via.”

  • Trama: osa fareste se veniste a sapere che un vostro amico è stato rapito da un governo dittatoriale ed è rinchiuso in un carcere segreto dove viene torturato? L’autore del libro, trovatosi improvvisamente in questa situazione, ha cercato in ogni modo di ottenere notizie dirette, finendo per seguire da vicino tutti gli eventi della rivoluzione libica, mentre i media italiani, sia di destra che di sinistra, trattavano con grosse lacune e reticenze una guerra in cui anche il nostro paese era coinvolto. Chi fosse in cerca della verità sul conflitto libico troverà in questo volume molte cose che sono state taciute (paralipomeni), dalle sue premesse alla guerra civile e alla fine del regime di Gheddafi, che definiva ‘ratti’ i suoi avversari (di qui il termine Tiranno-miomachia). Gran parte delle informazioni provengono da Twitter, da cui è stato ricavato, in appendice, il “Manuale del dittatore arabo” alle prese con una rivoluzione.
  • Recensione: si tratta di una raccolta di riflessioni, insieme ad alcune risposte alle email inviate ai più importanti quotidiani con lo scopo di informare la stampa italiana sulla reale situazione libica negli anni della rivoluzione (2011-2012). Tale raccolta nasce per evidenziare anche i problemi che lo stesso autore ha riscontrato nel momento in cui ha deciso di rendersi attivo e partecipe dell’azione, cercando di porre l’attenzione sul rapimento di due suoi amici libici che furono catturati dal regime di Gheddaffi. È molto interessante notare come l’autore riesca a imprimere la sua energia nel raccontare gli avvenimenti, coinvolgendoci e rendendoci più che partecipi del suo punto di vista. Sicuramente ha avuto grande capacità nell’esporre le proprie argomentazioni scegliendo un linguaggio appropriato, senza peccare di un po’ di ironia (che non guasta mai) sulla politica italiana. Essendo breve e spesso ripetitivo (senza esagerare), è un buon libro per chi volesse approfondire la questione libica durante la rivoluzione. Ho apprezzato molto la parte finale in cui sono stati raccolti diversi tweets che dovrebbero formare una sorta di guida per essere un dittatore. Vengono poste in evidenza le maggiori caratteristiche. È un modo innovativo per racchiudere anche le opinioni provenienti da tutto il mondo. 
  • Dati generali:
  1. Titolo: Libia inedita. Paralipomeni della Tirannomiomachia
  2. Autore: Vermondo Brugnatelli 
  3. Casa editrice: l’asino d’oro 
  4. Collana: i saggetti 
  5. Pagine: 170
  6. Prezzo: 12,00€
  7. Voto: 3,5/5 

Buona giornata, 

Un saluto 

Malika

L’insostenibile leggerezza dell’essere 

“Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere, che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita”

  • Trama: “Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere” (Italo Calvino). “Chi è pesante non può fare a meno di innamorarsi perdutamente di chi vola lievemente nell’aria, tra il fantastico e il possibile: mentre i leggeri sono respinti dai loro simili e trascinati dalla “compassione” verso i corpi e le anime possedute dalla pesantezza. Così accade nel romanzo: Tomás ama Tereza, Tereza ama Tomás: Franz ama Sabina, Sabina (almeno per qualche mese) ama Franz; quasi come nelle Affinità elettive si forma il perfetto quadrato delle affinità amorose”. (Pietro Citati).
  • Recensione: libro che da anni mi incuriosiva finché non mi è stato donato e solo da poco ho avuto l’occasione di leggerlo. Premetto che la sua lettura si è divisa in tanti momenti. Non è stata scorrevole e spesso lo,riprendevo dopo giorni se non settimane di pausa. La motivazione principale, oltre al tempo che non avevo a mia disposizione, è legato al fatto che fin dall’inizio si è presentato come un romanzo alquanto riflessivo e filosofico. Di certo richiedeva tempo e grande concentrazione per evitare una lettura troppo leggera e superficiale. Ogni pensiero è ben calibrato ed è possibile addentrarsi in discorsi apparentemente disconessi, ma che celano grandi verità. L’intreccio si sviluppa a partire dall’analisi dei quattro protagonisti: Tereza, Tomás, Sabina e Franz. Questi vivono delle relazioni complicate, amori diversi con motivazioni altrettanto differenti. È una contrapposizione tra leggerezza e pesantezza che i personaggi vivono in prima persona. Il narratore esterno ci mostra le contraddizioni e partendo da riflessioni circoscritte, poi espande il suo punto di vista alla realtà esterna. Ciò che più mi ha colpito è percepire, leggendo, la pesantezza dell’amore tra Tomás e Tereza: ho vissuto le paure di lei, i tradimenti di lui. L’angoscia e la difficoltà di entrambi di vivere con leggerezza ciò che possedevano. Solo nelle ultime pagine ho avuto questa percezione. Ho apprezzato molti i pensieri di Kundera e mi ha dato molto da riflettere a tal punto da sentirmi un po’ inerme nel comprendere quanto sia complicato amare qualcuno senza motivazione, senza voler in cambio qualcosa. Lo stile è molto ricercato, però non troppo complesso da non permettere una lettura scorrevole. Non lo consiglio certamente per una lettura estiva, ma se avete tempo e cercate un romanzo pregno di significato, ve lo consiglio caldamente. 
  • Dati generali: 
  1. Titolo: L’insostenibile leggerezza dell’essere
  2. Autore: Kundera Milan
  3. Casa editrice: Adelphi 
  4. Pagine: 336
  5. Prezzo: 12,00€ 
  6. Voto: 4/5 


“Non potremo mai stabile con certezza fino a che punto i nostri rapporti con gli altri sono il risultato dei nostri sentimenti, del nostro amore, del nostro non-amore, della nostra bontà o del nostro rancore e fino a che punto sono condizionati dal rapporto di forze tra gli individui.” 
 E con quest’ultima citazione vi lascio. Un saluto e buona giornata, 
A presto

Malika

Anime, che Passione

“Anime, che Passione” è una nuova rubrica che ho deciso di iniziare con lo scopo di presentarvi serie anime che ho visto e sto vedendo attualmente. Lo scopo? Mettere in luce questo genere vi permetterà di conoscere un mondo che spesso viene criticato è sottovalutato. Tempo fa pubblicai un articolo sui MANGA : questi sono strettamente legati agli anime in quanto spesso sono spunto  per la loro realizzazione. Detto in parole povere l’anime è la realizzazione animata dei manga. 

Perché credo siano sottovaluti? Si crede che gli anime siano semplici cartoni animati, ma non è esattamente così. È vero che hanno una natura grafica, ma posseggono un gran valore quanto le serie TV di cui oggi si parla tanto. Sono sufficientemente avvincenti, riproducono spesso luoghi reali presenti in Giappone, hanno una componente fantastica che cela al suo interno tematiche piuttosto profonde. 

Spero che con questa rubrica riesca a farvi entrare in questo mondo e chissà, magari ci appassionerete! 

La serie anime di oggi è death note:


La serie è un adattamento al manga scritto da Tsugumi Ōba con la realizzazione grafica da parte di Takeshi Obata tra il 2003 e il 2006. L’anime fu prodotto invece negli anni 2006-2007. 

Trama: siamo in Giappone e uno studente liceale, Light Yagami un giorno trova un quaderno molto particolare. Dalla copertina nera, il quaderno ha un nome inciso “Death Note” ossia il taccuino della morte. E a partire da questo avvenimento nasce il famigerato giustiziere Kira che altro non è che Light: infatti tale oggetto gli permette di uccidere chiunque a partire dal nome e dal cognome ed egli lo utilizza per giustiziare i criminali del paese per rendere il mondo un posto migliore. Ad intralciarlo, oltre alla polizia, c’è un detective molto particolare soprannominato Elle. Nel frattempo un secondo kira compare in Giappone a causa della presenza di un altro quaderno. Light scopre la sua identità e decide di sfruttare questa occasione per i suoi piani. Il secondo giustiziere è Mida Amane una famosa e celebre idol che successivamente diventerà la fidanzata di Light. Questo cercherà in tutti i modi di far credere alla polizia, soprattutto a suo padre che fa parte del corpo e ad Elle la sua innocenza. Collaborerà con questi per depistarli finché non riesce a scoprire la vera identità di Elle e lo uccide. Non tiene però in conto che questo ha dei successori: Near e Mello. Entrambi tenteranno di scoprire chi è il vero kira, ma solamente collaborando insieme raggiungeranno questo obiettivo. 

Guarda il trailer dell’anime

Recensione: premetto che la serie la iniziai anni fa, ma l’ho terminata da poco. Sono rimasta molto colpita dalla storia in quanto, oltre ad essere una trama originale, è ben definita: la presenza di colpi di scena e la dimensione psicologica fatta emergere, danno all’anime un certo spessore di rilevanza rispetto a molte altre serie. Ciò che mi ha maggiormente colpito è l’immagine del giustiziere: se pensiamo ai fumetti della casa Marvel o della casa DC abbiamo supereroi-giustizieri che spesso consideriamo fantastici che combattono per una giusta causa. Anche Kira dovrebbe essere visto sotto questa luce dato che egli cerca di eliminare i criminali che rendono insicuro il mondo. Al contrario nella serie è l’antagonista: si sottolinea infatti che il ruolo del giustiziere non è altro che quello di un assassino. Elevarsi come un Dio per giudicare i peccati dell’uomo senza permettergli la redenzione e la possibilità di espiare le proprie colpe è più che sbagliato. Ognuno di noi dovrebbe avere una seconda chance e nessuno di noi dovrebbe essere giudicato da un altro essere umano senza potersi difendere o discolparsi. Questo è un aspetto su cui non avevo mai riflettuto soprattutto se associato ai film sulle serie dei supereroi. Infatti spesso la polizia e i politici li considerano dei fiori legge, ma noi crediamo che essi si sbaglino perché loro stanno solo facendo la cosa giusta. Ma chi dice che quella sia la cosa giusta? 


Curiosità: 

  • Le regole del death note: all’interno del quaderno sono presenti delle regole precise affinché sia possibile uccidere un individuo. 
  1. L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno, morirà.
  2. Questo quaderno non avrà effetto, a meno che chi scrive non abbia in mente il volto della persona mentre scrive il suo nome.Quindi, eventuali omonimi non verranno colpiti.
  3. Se la causa della morte viene scritta entro 40 secondi dopo aver scritto il nome della persona, questa si verificherà.
  4. Se la causa della morte non è specificata, la persona di cui si scrive il nome morirà di arresto cardiaco.
  5. Dopo aver scritto la causa della morte, i dettagli della stessa dovranno essere scritti nei seguenti 6 minuti e 40 secondi.
  6. Prima o poi tutti gli esseri umani muoiono, senza alcuna eccezione.
  7. Dopo la loro morte, il posto in cui sono destinati è il Mu (Nulla).
  8. Questo quaderno diventerà parte del mondo degli umani non appena entrerà in contatto col suolo (arriverà) del mondo umano.
  9. Il proprietario di questo quaderno potrà distinguere l’immagine e la voce del proprietario originale (ad esempio uno Shinigami).
  10. L’umano che toccherà il quaderno potrà distinguere l’immagine e la voce del proprietario originale (ad esempio uno Shinigami), anche se non ne è il proprietario.
  11. Se la causa della morte specificata è l’arresto cardiaco, sarà possibile decidere quando la morte avverrà.
  12. Se un umano usa il quaderno, in genere gli si manifesterà uno Shinigami entro 39 giorni da quell’utilizzo.
  13. La persona che avrà il Death Note sarà posseduta da uno Shinigami, il suo proprietario originale, fino alla sua morte o alla fine del quaderno.
  14. In via di principio, gli Shinigami non interverrebbero favorendo o prevenendo in alcun modo le morti causate dal quaderno.
  15. Uno Shinigami non ha obblighi nel fornire spiegazioni esaurienti riguardo l’utilizzo del suo quaderno, e le sue regole, all’umano che lo utilizzerà.
  16. Uno Shinigami può allungare la sua vita scrivendo il nome di un umano nel suo quaderno, ma un umano non può fare altrettanto.
  17. Un umano può accorciare la sua vita usando il quaderno.
  18. L’umano possessore del quaderno può barattare metà del tempo che gli resta da vivere con gli occhi di uno Shinigami, che consentono di conoscere il nome e il tempo di vita rimanente degli altri umani semplicemente guardandoli.
  19. Uno Shinigami non può essere ucciso nemmeno se pugnalato al cuore o colpito con un proiettile alla testa. Tuttavia esistono dei modi per uccidere gli Shinigami, generalmente sconosciuti a loro stessi.
  20. Le condizioni della morte indicate sul Death Note non si verificheranno qualora queste non siano possibili da realizzare fisicamente per la persona indicata o che non sia ragionevolmente presumibile che siano effettuate da tale essere umano.
  21. Nemmeno gli Shinigami possono sapere con precisione fino a che punto le condizioni della morte siano possibili. Pertanto, l’unico modo di scoprire quest’ultime è quello di constatare di persona.
  22. Una pagina presa dal Death Note, o anche un solo frammento di essa, mantiene tutte le caratteristiche del quaderno.
  23. Se la scritta permane a caratteri leggibili, ed è eseguita direttamente sul quaderno, può essere effettuata con qualunque cosa (cosmetici, sangue, ecc…).
  24. Ci sono molte cose concernenti il Death Note che nemmeno lo stesso Shinigami al quale esso apparteneva in precedenza conosce.
  25. Nel caso vengano prima redatte cause e condizioni della morte, e solo in un secondo tempo venga aggiunto il nome della vittima, il quaderno avrà ugualmente efficacia. Il nome deve essere scritto entro 19 giorni secondo il calendario umano.
  26. Anche se a scrivere il nome non è il possessore del quaderno, questo sortirà i medesimi effetti, qualora chi scriva il nome della persona abbia il volto in mente.
  27. Il Death Note non sortirà alcun effetto su coloro che non hanno compiuto i 780 giorni di età.
  28. Qualora si scriva erroneamente per quattro volte il nome di una determinata persona, il Death Note non avrà più efficacia su tale persona.
  29. Il suicidio è una causa di decesso valida. In principio si suppone che chiunque abbia la possibilità di commettere un suicidio, quindi non è considerato “qualcosa di inconcepibile”.
  30. Sia che si tratti di suicidio o di incidente, la morte della persona indicata sul quaderno non può causare direttamente la morte di altre persone. In una simile eventualità, la persona indicata morirà di arresto cardiaco, così da non coinvolgere terzi.
  31. Anche dopo aver scritto sul Death Note il nome della vittima e l’ora e le condizioni della sua morte, è possibile apportare qualunque cambiamento, purché lo si faccia entro 6 minuti e 40 secondi. Ovviamente, anche se ci si attiene a tale limite, i cambiamenti possono essere effettuati solo prima che la vittima muoia.
  32. Nel caso si apportino modifiche a quanto scritto nel Death Note entro 6 minuti e 40 secondi, occorre prima tracciare due righe sulla parte che si vuole correggere.
  33. Come menzionato sopra, l’ora e le condizioni della morte possono essere modificate. Tuttavia, una volta che è stato scritto il nome della vittima, la sua morte non può essere evitata in alcun modo.
  34. Se smarrisci il quaderno, o ti viene rubato, ne perderai il diritto di proprietà, a meno che non lo recuperi entro 490 giorni.
  • Gli shinigami: nella cultura giapponese essi rappresentano i demoni della morte, una sorta di mietitori. Nella serie anime ognuno di loro possiede un death note che gli permette di porre fine alla vita degli esseri umani per aumentare la loro durata vitale. Il loro mondo è alquanto noioso, ragione per cui lo shinigami protagonista della storia decide di far cadere accidentalmente il proprio quaderno con lo scopo di divertirsi un po’. Questi demoni non possono essere uccisi tramite il death note e nemmeno attraverso armi. Inoltre all’occhio umano sono invisibili a meno che non tocchino il quaderno. 
  • Su netflix a breve uscirà il film di death note. Sono curiosa di vedere se daranno lo stesso spessore alle tematiche trattate. 

Bene, spero che questa nuova rubrica vi piaccia! E voi che fareste, se trovaste un death note? 

Un saluto e a presto

Malika

Tsugumi 

  • Trama: È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all’università. Anni dopo, decide di tornare al paese per le vacanze, dove ritrova Tsugumi, l’eroina del romanzo, bellissima e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei, sperando di renderle migliore la vita che le resta. Infatti le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. All’ultimo momento Tsugumi si salva, sentendosi vicina alla morte però aveva scritto a Maria una lettera-testamento e con questa si chiude il romanzo.
  • Recensione: non era un romanzo che avevo in programma, ma mi mancava leggere Banana Yoshimoto e così ho ripreso questo romanzo, che già tempo fa avevo iniziato a leggere. Innanzitutto parto con il definirlo come un libro pieno di energia, nonostante l’idea persistente di morte. Infatti la protagonista, Tsugumi, è un personaggio molto controverso: apparentemente sembra pervasa da un odio verso il mondo, però l’energia che trasmette è così immensa e fa comprendere quanto per lei vivere sia importante. Infatti ella è molto malata, ma ciò non la ferma dall’uscire e fare ciò che fanno i suoi coetanei senza tener conto della propria salute. Le persone accanto a lei, tra cui sua cugina Maria, l’io narrante, non possono fare a meno di preoccuparsi e starle accanto. Uno dei momenti fondamentali è la cattura di un bullo: la sua figura esile è stata capace di intimorire ragazzi aggressivi grazie alla sua caparbietà. Altro momento è legato al salvataggio del cane Gōngoro: era stato gettato in fiume e lei non aveva esitato a recuperarlo, pur sapendo di mettere a repentaglio la propria vita. Insomma è un personaggio che non si incontra tutti i giorni. Personalmente l’ho apprezzato perché è molto originale e molto realistico, e non è certo facile costruire una caratterizzazione così complessa. Dal punto di vista stilistico non posso che ribadire le mie impressioni per le precedenti letture: l’autrice è capace di trasmettere nei suoi testi l’essenza giapponese, pur trovandoci in contesti che potrebbero essere eguagliati a quelli nostri. Un lavoro di globalizzazione, in cui i richiami alla tradizione sono pur sempre presenti. Ed è ciò che amo di più. Conoscere una cultura a partire da piccoli dettagli della vita moderna di un giapponese, dal modo di rapportarsi alle credenze. Un microcosmo che rappresenta un macrocosmo. 
  • Dati generali: 
  1. Titolo: Tsugumi
  2. Autore: Banana Yoshimoto 
  3. Casa editrice: Feltrinelli
  4. Collana: Economica Feltrinelli 
  5. Pagine: 158
  6. Prezzo: cartaceo 7,00€     Ebook 4,99€
  7. Voto: 4/5

” Proprio così, una tipa assurda. Mi piacerebbe essere una di quelle che non riesce ad adattarsi all’ambiente che la circonda, che non c’è la fa a contenere la parte oscura della propria personalità, e che non si sa fino a che punto possa spingersi, ma che , qualunque cosa succeda, è sicura di essere nel giusto”

Spero che la recensione sia di vostro gradimento, io consiglio molto l’autrice perché tratta tematiche esistenziali con una luce differente. Inoltre l’atmosfera giapponese è sempre gradita! 

Fatemi sapere cosa ne pensate! 

A presto e buona giornata, 

Malika 

Cari mostri

  • Trama: Stefano Benni sfida il racconto di genere e apre la porta dell’orrore. Lo fa con ironia, lo fa attingendo al grottesco, lo fa tuffandosi nel comico, lo fa tastando l’angoscia, lo fa, in omaggio ai suoi maestri, rammentandoci di cosa è fatta la paura. E finisce con il consegnarci una galleria di memorabili mostri. E allora ecco gli adolescenti senza prospettiva o speranza, ecco il Wenge, una creatura misteriosa che semina panico e morte, ecco il plutocrate russo che vuole sbarazzarsi di un albero secolare, ecco una Madonna che invece di piangere ride, dolcemente sfrontata, ecco il manager che vuole ridimensionare un museo egizio sfidando una mummia vendicativa. Stefano Benni scende negli anfratti del Male per mettere disordine e promettere il brivido più cupo e la risata liberatoria. E in entrambi i casi per accendere l’immaginazione intorno ai mostri che sono i nostri falsi amici, i nostri veleni, le nostre menzogne.
  • Recensione: ho impiegato un po’ per terminare questa meravigliosa raccolta, non tanto per la lentezza dei racconti o perché questi non mi coinvolgevano. Anzi. A causa degli impegni sono stata allontanata dall’unico conforto che mi aiuta nei momenti difficili. Tale libro era stato consigliato da diverse lettrici di YouTube e fin da subito ne sono rimasta affascinata. Avevo grandi aspettative quando l’ho acquistato e ammetto che non sono state per niente deluse. Innanzitutto lo stile di scrittura ti cattura immediatamente: non è troppp prolisso, non si perde in grandi descrizioni e permette, invece, al lettore di utilizzare la propria immaginazione per creare mondi alquanto particolati. Inoltre ogni racconto racchiude una critica sociale molto forte. In alcuni casi è abbastanza evidente, in altri bisogna ingeniarsi maggiormente: insomma sono racconto che lasciano pensare molto! Ed è questo che mi ha colpito: nulla è lasciato al caso, ogni elemento ricrea la nostra modernità in maniera spaventosa. È come mettere in luce aspetti bui e oscuri, di cui spesso non ci preoccupiamo. Personalmente credo che alcuni di questi racconti valgano la pena di essere rappresentati attraverso piccoli cortometraggi. In un certo senso mi ricorda il famoso Edgar Allan Poe, personaggio che Benni ha deciso di omaggiare all’interno della raccolta. Lo consiglio caldamente perché fa riflettere molto e per chi non ha tempo da dedicare alla lettura, può sfruttare il fatto che questo sia una raccolta e non è così impegnativa. 
  • Dati generali:
  1. Titolo: Cari Mostri
  2. Autore: Stefano Benni
  3. Casa editrice: Feltrinelli
  4. Collana: Economica Feltrinelli 
  5. Pagine: 247
  6. Prezzo: 9,50€  versione cartacea     5,99€ versione e-book
  7. Voto: 5/5

Spero che la recensione vi sia stata utile, ditemi se anche voi avete letto qualche altro romanzo di Benni perché è un autore che vorrei approfondire! 

Vi auguro una buona giornata, 

A presto, 

Malika 

Polpette spaziali 🚀

  • Trama: Per Violet Marlocke, lo famiglia è lo cosa più importante dell’intera galassia. Quando suo padre scompare durante una rischiosa missione, Violet non ce la fa a starsene con le mani in mano ad aspettare, e così getta alle stelle la cautela e parte alla sua ricerca in compagnia di due amici stranamente assortiti. Ma lo spazio è vasto e pieno di insidie e Violet non ci mette molto a scoprire che suo padre è finito in guai molto, molto grossi.
  • Recensione: un’avventura tutta animata ambientata nel vasto spazio. Rispetto alla graphic novel precedente (qui trovate la recensione), in questo caso la storia è molto più fantasiosa, leggera e divertente. Ciononostante non significa che non ci sia dietro un grande lavoro: in tal caso consiste nella creazione delle tavole che sono ricchissime di particolari. Ed è parte integrante dell’opera, una nota in cui vengono mostrati tutti gli schizzi precedenti. Personalmente ho trovato il libro interessante da un punto di vista grafico poiché la stessa trama mi ricorda uno dei tanti cartoni animati. Non lo consiglierei per l’acquisto in quanto il prezzo è alquanto alto, però una piccola lettura non fa mai male! 

  • Dati generali: 
  1. Titolo: Polpette spaziali
  2. Autore: Craig Thomson 
  3. Casa editrice: Rizzoli
  4. Collana: Rizzoli Lizard 
  5. Pagine: 416 
  6. Prezzo: 35,00€ (assurdo!) 
  7. Voto: 3,5/5

So che la recensione non è molto dettagliata, ma non mi ha colpito abbastanza da suscitare in me riflessioni interessanti ed opportune. In un certo senso ne sono rimasta delusa. 

Vi auguro una buona giornata, 

Malika 

Blankets 

 

  • Trama: Una storia d’amore come non si è mai vista prima. Una graphic novel autobiografica in cui Craig Thompson parte dalla sua infanzia nel Wisconsin per raccontarci la sua vita familiare e il suo rapporto con la religione, fino ad arrivare all’incontro con Raina: l’amore esplode allora con tutta la sua forza, sorprendendo il protagonista e coinvolgendo i lettori in un fiume di emozioni tanto appassionanti quanto letterariamente mature.
  • Recensione: altra graphic novel che mi ha letteralmente conquistato. Bisogna dire che ho deciso di leggerla dopo l’ennesima recensione positiva ascoltata: era ovvio il richiamo di questo libro! Innanzitutto rispetto alle solite graphic novels, il numero delle pagine è elevato, però la facilità con cui riusciamo ad immergerci nella lettura non lo rende sicuramente un mattone. Abbiamo capitoli che intrecciano i ricordi di infanzia e di adolescenza dell’autore: quest’ultimo si scontra con realtà diverse quali l’abuso sessuale da parte di un babysitter; l’incapacità di comunicare correttamente con gli altri; la severità e la rigidità dei propri genitori; la religione cristiana che influisce molto nelle sue scelte… Insomma, rispetto ad altri bambini ha avuto un’infanzia abbastanza burrascosa. La drammaticità degli eventi è però alternata da momenti felici: i giochi di inventati con il fratello; il primo amore e il disegno. Questi ultimi due aspetti sono centrali nel romanzo. Nel primo caso abbiamo un amore così forte e sentito da parte sua che va aldilà della corporeità. Nel secondo caso è la possibilità di esprimere se stesso. Di lasciare che siano le matite a parlare per lui. Questo è il suo modo di comunicare, ma non è ben visto dai suoi catechisti a tal punto che prova a disfarsi della sua passione. E alla fine del tunnel adolescenziale, il nostro protagonista riesce a trovare la sua strada. Per quanto riguarda il tratto dei disegni è molto bello e chiaro, con molti dettagli. Inoltre troviamo spesso scene ricche di metafore per esprimere sentimenti complessi come paura, angoscia, amore. Insomma, davvero un capolavoro! Sono giunta all’ultimo capitolo con tanta amarezza perché avrei voluto addentrarmi maggiormente nel mondo del nostro protagonista, ma purtroppp ogni viaggio ha una sua fine. 

  • Dati generali  
  1. Titolo: Blankets
  2. Autore: Craig Thompson
  3. Casa editrice: Rizzoli Lizard
  4. Pagine: 592
  5. Prezzo: 29,00€
  6. Voto: 4,5/5

So che il prezzo non è accessibile, ma con vari sconti o in prestito in biblioteca vi consiglio di leggerlo: è un modo per gustarvi “nuovi orizzonti” e approfondire tematiche complesse da un punto di vista diverso dato che abbiamo dei semplici disegni che ci “parlano”. Ma che disegni! 

Spero che la recensione vi sia stata utile, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate

A presto, 

Malika 

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