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the chaos dragonfly

learn to fly and you will have all the world in your hands

Polpette spaziali 🚀

  • Trama: Per Violet Marlocke, lo famiglia è lo cosa più importante dell’intera galassia. Quando suo padre scompare durante una rischiosa missione, Violet non ce la fa a starsene con le mani in mano ad aspettare, e così getta alle stelle la cautela e parte alla sua ricerca in compagnia di due amici stranamente assortiti. Ma lo spazio è vasto e pieno di insidie e Violet non ci mette molto a scoprire che suo padre è finito in guai molto, molto grossi.
  • Recensione: un’avventura tutta animata ambientata nel vasto spazio. Rispetto alla graphic novel precedente (qui trovate la recensione), in questo caso la storia è molto più fantasiosa, leggera e divertente. Ciononostante non significa che non ci sia dietro un grande lavoro: in tal caso consiste nella creazione delle tavole che sono ricchissime di particolari. Ed è parte integrante dell’opera, una nota in cui vengono mostrati tutti gli schizzi precedenti. Personalmente ho trovato il libro interessante da un punto di vista grafico poiché la stessa trama mi ricorda uno dei tanti cartoni animati. Non lo consiglierei per l’acquisto in quanto il prezzo è alquanto alto, però una piccola lettura non fa mai male! 

  • Dati generali: 
  1. Titolo: Polpette spaziali
  2. Autore: Craig Thomson 
  3. Casa editrice: Rizzoli
  4. Collana: Rizzoli Lizard 
  5. Pagine: 416 
  6. Prezzo: 35,00€ (assurdo!) 
  7. Voto: 3,5/5

So che la recensione non è molto dettagliata, ma non mi ha colpito abbastanza da suscitare in me riflessioni interessanti ed opportune. In un certo senso ne sono rimasta delusa. 

Vi auguro una buona giornata, 

Malika 

Blankets 

 

  • Trama: Una storia d’amore come non si è mai vista prima. Una graphic novel autobiografica in cui Craig Thompson parte dalla sua infanzia nel Wisconsin per raccontarci la sua vita familiare e il suo rapporto con la religione, fino ad arrivare all’incontro con Raina: l’amore esplode allora con tutta la sua forza, sorprendendo il protagonista e coinvolgendo i lettori in un fiume di emozioni tanto appassionanti quanto letterariamente mature.
  • Recensione: altra graphic novel che mi ha letteralmente conquistato. Bisogna dire che ho deciso di leggerla dopo l’ennesima recensione positiva ascoltata: era ovvio il richiamo di questo libro! Innanzitutto rispetto alle solite graphic novels, il numero delle pagine è elevato, però la facilità con cui riusciamo ad immergerci nella lettura non lo rende sicuramente un mattone. Abbiamo capitoli che intrecciano i ricordi di infanzia e di adolescenza dell’autore: quest’ultimo si scontra con realtà diverse quali l’abuso sessuale da parte di un babysitter; l’incapacità di comunicare correttamente con gli altri; la severità e la rigidità dei propri genitori; la religione cristiana che influisce molto nelle sue scelte… Insomma, rispetto ad altri bambini ha avuto un’infanzia abbastanza burrascosa. La drammaticità degli eventi è però alternata da momenti felici: i giochi di inventati con il fratello; il primo amore e il disegno. Questi ultimi due aspetti sono centrali nel romanzo. Nel primo caso abbiamo un amore così forte e sentito da parte sua che va aldilà della corporeità. Nel secondo caso è la possibilità di esprimere se stesso. Di lasciare che siano le matite a parlare per lui. Questo è il suo modo di comunicare, ma non è ben visto dai suoi catechisti a tal punto che prova a disfarsi della sua passione. E alla fine del tunnel adolescenziale, il nostro protagonista riesce a trovare la sua strada. Per quanto riguarda il tratto dei disegni è molto bello e chiaro, con molti dettagli. Inoltre troviamo spesso scene ricche di metafore per esprimere sentimenti complessi come paura, angoscia, amore. Insomma, davvero un capolavoro! Sono giunta all’ultimo capitolo con tanta amarezza perché avrei voluto addentrarmi maggiormente nel mondo del nostro protagonista, ma purtroppp ogni viaggio ha una sua fine. 

  • Dati generali  
  1. Titolo: Blankets
  2. Autore: Craig Thompson
  3. Casa editrice: Rizzoli Lizard
  4. Pagine: 592
  5. Prezzo: 29,00€
  6. Voto: 4,5/5

So che il prezzo non è accessibile, ma con vari sconti o in prestito in biblioteca vi consiglio di leggerlo: è un modo per gustarvi “nuovi orizzonti” e approfondire tematiche complesse da un punto di vista diverso dato che abbiamo dei semplici disegni che ci “parlano”. Ma che disegni! 

Spero che la recensione vi sia stata utile, fatemi sapere con un commento cosa ne pensate

A presto, 

Malika 

Antropologia che non ti aspetti

Materia di cui ho sempre sentito parlare, ma non immaginavo minimamente quanto fosse interessante, oltre al fatto che offre una visione dei fenomeni da più punti di vista. Ad esempio argomenti di grande discussione come i bambini soldato, sono visti da punti di vista che personalmente non avevo mai considerato. Ciò mi ha portato a riflettere sul fatto che spesso noi individui siamo portati a dibattere su argomenti molto importanti, ma affrontandoli nel modo sbagliato e non considerando tutte le variabili del caso.

 Con questo post non voglio parlarvi dell’antropologia in generale, ma vorrei proporvi due saggi che ho trovato molto interessanti. 

Il primo, intitolato Cercando Rispetto, è una ricerca effettuata da Borgois in un quartiere povero di New York. Lo scopo è quello di studiare le cause della povertà e come gli individui colpiti reagiscono alla loro condizione. 


“Un antropologo si trasferisce a East Harlem, uno dei ghetti più degradati di New York. Cinque anni trascorsi a contatto con gli spacciatori di crack di origine portoricana e con le loro famiglie allargate. La partecipazione alla cultura di strada e alle vicende dei suoi protagonisti consente a Bourgois di descrivere le relazioni sociali che strutturano l’economia clandestina, i processi di costituzione delle gang e delle loro gerarchie interne, la formazione di nuove figure identitarie e sistemi di valori. Un contributo teorico di etnografia estrema sulla povertà e la marginalità sociale, che aiuta a ripensare la relazione tra oppressione strutturale e agire individuale e tra violenza autodistruttiva della strada e quotidiana ricerca del rispetto.”

È un saggio che si legge molto volentieri soprattutto grazie ai numerosi dialoghi riportati tra l’antropologo e gli spacciatori. Pur essendo un saggio sono riuscita a sentire i sentimenti provati dai protagonisti e le loro difficoltà; il tono distaccato non mi ha allontanato da loro. Terminato il libro mi sono addirittura chiesta che fine avessero fatto. 

Il secondo, intitolato Medio Oriente, è strutturato più come un saggio classico. Fabietti, l’autore, cerca di decostruire gli stereotipi costruiti dalla nostra società sul Medio Oriente. 


“In una prospettiva antropologica, il libro smonta stereotipi e luoghi comuni sul Medio Oriente e sulla vita delle sue popolazioni, per cogliere quanto di più specifico vi è nei sistemi culturali di quest’area. In che senso si può parlare di identità islamica? Esiste un nesso tra politica e religione? Quali sono le dinamiche sociali prevalenti? A quali cambiamenti la regione è andata incontro con la creazione degli stati nazionali e, a partire dal secondo dopoguerra, con l’egemonia acquisita da alcuni paesi rispetto ad altri? E qual è, oggi, il ruolo dell’Arabia Saudita nel successo del fondamentalismo islamico? A partire anche dall’esperienza personale, Ugo Fabietti evidenzia le profonde tensioni che percorrono il Medio Oriente, in bilico tra passato e presente, autoritarismo e democrazia, tradizione e modernità, introducendo il lettore alla realtà complessa di questa regione, dai confini fluidi e incerti, politicamente instabile e tuttavia più che mai presente sulla scena del mondo contemporaneo.”

In un periodo dove conoscere la situazione medio orientale è diventato quasi necessario, questo libro può fornire molte risposte e soprattutto con un tono oggettivo e non con lo scopo di colpevolizzare un’intera società e cultura. 
Questi sono due esempi di discorsi di cui inconsapevolmente parliamo senza essere effettivamente informati e soprattutto utilizzando lo sguardo che la nostra stessa società ha creato per noi. Con ciò non dico che tutti siano vittime dell’inquadramento culturale, però avere la possibilità di conoscere i fatti anche dal lato dei spacciatori, piuttosto che condannarli, è di certo un modo di arricchirci e di avere la mente più aperta! 

Spero che il post vi sia piaciuto e se volete qualche approfondimento, non fate problemi a chiedere. Sarei più che contenta di offrirvi maggiori dettagli sui singoli libri. 

Vi auguro una buona giornata, 

Malika

Aggiornamenti letture #1

Questa nuova rubrica sostituirà le letture del mese in modo provvisorio. Purtroppo non avendo orari molto flessibili all’università ed essendo impegnata in altre attività, non ho molto tempo per leggere e spesso e volentieri la sera preferisco andare a letto presto. Attraverso gli aggiornamenti delle letture vi mostrerò i libri che sto riuscendo ad affrontare, anche se in tempi un po’ più lunghi. Bando alle ciance e iniziamo!


  1. L’insostenibile leggerezza dell’essere: era esattamente da un anno che volevo leggerlo e quando mi è stato regalato per il mio compleanno, ero entusiasta. Purtroppo essendo un romanzo molto denso di riflessioni con vari spunti filosofici, non me la sono sentita di leggerlo per non perdermi nessuna sfumatura. Attualmente la lettura sta andando un po’ a rilento, però ammetto che fin dall’inizio mi ha colpito per l’intensità dei primi due protagonisti con cui veniamo a conoscenza. Forse mi aspettavo di essere più coinvolta nella lettura. 
  2. Cari mostri: raccolta di racconti che ho iniziato a novembre e che sto apprezzando tantissimo. Spesso mi ritrovo in pullman a leggerne qualcuno, ma non è una lettura che posso affrontare di seguito dato che ogni storia non è legata all’altra. Per certi versi mi sembra che ricalchi i racconti del terrore di Poe, ma in chiave moderna. 
  3. Lettere mai spedite per un amore lontano: è un libro molto speciale perché l’ho trovato abbandonato in treno (assurdo!) e si tratta di una storia vera. La raccolta di questi pensieri è stata pubblicata per aiutare un uomo anziano a ritrovare il suo primo amore. Per adesso lo trovo molto dolce, forse quasi sdolcinato dato che tra loro due non è mai nata una vera relazione e sembra più un amore platonico. 
  4. L’accademia dei vampiri:  romanzo di cui ho sentito parlare tanto e che finalmente ho il piacere di leggere. Fa parte di una serie fantasy paranormale per adolescenti e dal primo capitolo è sicuramente una lettura scorrevole,  però sin troppo semplice. Spero che procedendo, migliori. 
  5. Polpette spaziali: è una graphic novel che mi ha colpito per l’autore, dato che ho già letto un suo libro (presto uscirà la recensione). È un modo anche più leggero per spezzare dalle letture classiche e lasciarsi trasportare dalle tavole colorate e in questo caso da un’avventura spaziale! 

Spero vivamente di riuscire a concludere entro questo mese tutte le letture, anche se la vedo molto dura! Cosa ne pensate dei titoli? Li avete mai sentiti o li avete mai letti? Sono curiosa di conoscere le vostre opinioni a riguardo! 

Vi auguro una buona giornata, 

Malika


Ripartiamo 


Questi mesi di assenza sono stati abbastanza tortuosi a causa dei troppi impegni, dei problemi in famiglia, di un lutto imprevisto e di una sessione esami che non volgeva al termine. Finalmente posso dire di essere libera anche se tra meno di due settimane riniziare il semestre con orari un po’ folli. Ma non voglio scoraggiarmi e tenterò di procedere con il blog perché è qualcosa cui tengo particolarmente. So che solo dopo luglio potrò leggere un po’ più libera da pensieri e preoccupazioni, però confido nei momenti liberi di distrarmi un po’! Tra una recensione e l’altra cercherò di portarvi contenuti diversi. 

Spero di non avervi annoiato troppo e vi auguro una buona giornata!

A presto, 

Malika 

La vita in un diario 


Premessa: il libro che sto per recensire è stato ideato da uno scrittore presente su WordPress, Vittorio Tatti. Lo ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di leggerlo e recensirlo, ma vorrei sottolineare che il mio giudizio sarà del tutto “oggettivo” e che la nostra conoscenza non influirà. Detto ciò vi lascio alla lettura!

  • Trama: Cosa succederebbe se, il mondo che conosciamo, vedesse scomparire social network, smartphone e tutti i mezzi di comunicazione che utilizziamo per mantenerci in contatto a distanza?È in questo universo alternativo, dove i libri e la scrittura costituiscono i valori essenziali, che la giovane Giulia, talentuosa scrittrice ma con tanti problemi d’insicurezza, dovrà dimostrare tutto il proprio valore. In un futuro dove i consueti problemi sono stati debellati, l’essere umano troverà altri modi per mostrare la propria incapacità di contribuire a dare vita alla società perfetta.
  • Recensione: tra i numerosi libri scritti dell’autore, questo è stato quello che forse mi ha più colpito. Volevo poter conoscere la società utopica basata sulla scrittura e lettura, un ipotetico mondo migliore in cui forse avrei voluto vivere. Ma addentrandomi ho capito che non fa per me: ci sono vari meccanismi che funzionano all’interno di questa nuova società fondata dopo la rivoluzione, però ce ne sono altri che ritengo troppo estremi. Tale giudizio nasce soprattutto dal fatto che in queste ultime settimane ho assistito a lezioni concernenti temi riguardo la globalizzazione, l’identità (di cui sto leggendo un libro) e la cultura. Dubito che nel 2025 la situazione attuale possa cambiare tanto a tal punto da ripristinare il processo di globalizzazione, ma mai dire mai! Altro punto su cui vorrei soffermarmi è la protagonista che ho palesemente odiato. In psicologia, per quanto io me ne intenda, si afferma che l’odio scaturito verso una persona spesso è frutto della somiglianza con questa, io spero vivamente di no. Giulia per quanto intelligente e tenace, ha molti difetti: a partire dall’arroganza e dalla sua competività, lei è incapace di relazionarsi con l’altro. Sia la violenza subita da Luca che l’amore fatto con Giorgio, sono eventi che sì la segnano ma non riscontro in lei nessun vero e sincero sentimento. Per tutto il romanzo mi è stata indifferente, quasi distaccata. Sono stata incapace di provare empatia. Lo so, è molto dura come critica ma è ciò che ho provato. Nonostante ciò, l’autore ha grandi capacità di scrittura: ho letto romanzi di grande fama, ma che non sono stati scritti bene quanto questo e mi dispiace che non possa essere riconosciuto di grande valore come gli altri. Ho apprezzato anche il finale a sorpresa, di cui non vi dirò nulla per non svelare troppo! Il titolo del libro riprende a tutti gli effetti la storia narrata: una ragazza che racconta la sua vita, la sua epoca in un diario di viaggio durante le selezioni delle Olimpiadi della scrittura. Il fatto che questo breve libro sia stato ideato in sole due settimane, denota grandi capacità dell scrittore che ha creato un mondo di fantasia, con molti dettagli: non vi sono nemmeno elementi discordanti, tutto è chiaro e ha una risposta (non sempre ciò accade). Penso che sia un libro che merita almeno una chance! 
  • Dati generali: 
  1. Titolo: La vita in un diario
  2. Autore: Vittorio Tatti
  3. Pagine: 153
  4. Prezzo eBook: 1,99€
  5. Voto: 4/5

Mi scuso per il ritardo nella pubblicazione della recensione, ma forze maggiori non mi stanno lasciando molto tempo libero!  Vi lascio il link al post dell’autore dove potete trovare tutti i romanzi e non pubblicati da lui medesimo.

Spero che la recensione vi sia stata utile, ringrazio tutti coloro che sono giunti fino a qua con la lettura. Se qualche altro autore emergente, vuole propormi una collaborazione, trovate tutti i miei contatti nella pagina.

 Vi ringrazio e vi auguro una buona giornata 

Malika  

Vota sì o vota no? 

Il 4 dicembre siamo chiamati a votare. In queste ultime settimane si sono intensificate le campagne per il referendum, ma la confusione rimane: cosa devo votare? Chi ha ragione? 

Ovviamente ho fatto ricerche, perché affidarmi alle parole dei politici mi sembrava poco corretto dato che ognuno patteggia per i propri interessi. 

Cos’ho scoperto?

Il quesito cui verremo sottoposti è il seguente: 

“Approvate il testo della legge costituzionale concernente ’disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”.

A prima lettura chiunque può notare che la riforma non è nulla di così mostruoso come ci fanno credere coloro che votano per il no: finalmente un cambiamento netto al vecchio è lento bicameralismo e una riduzione dei parlamentari. 

Ma se si indaga in modo più approfondito, si può scoprire che non è tutto oro ciò che luccica. 

Qui di seguito riporto i punti a favore e a sfavore di tale riforma, presi dal sito forexinfo.it: 


Le più note ragioni per votare Sì al referendum costituzionale di dicembre sono:

  • addio bicameralismo: si supera il famoso ping-pong tra Camera e Senato, con notevoli benefici in termini di tempo;
  • il fatto che solo la Camera sia chiamata a votare la fiducia al governo implica l’instaurazione di un rapporto di fiducia esclusivo con quest’ala del Parlamento;
  • la diminuzione del numero dei parlamentari e l’abolizione del Cnel produrrà notevoli risparmi;
  • grazie all’introduzione del referendum propositivo e alle modifiche sul quorum referendario migliora la qualità delle democrazia;
  • il Senato farà da “camera di compensazione” tra governo centrale e poteri locali, quindi diminuiranno i casi di contenzioso tra Stato e Regioni davanti la Corte costituzionale.

 I motivi per cui, secondo gli esponenti del fronte del No, gli italiani dovrebbero opporsi all’approvazione del ddl Boschi-Renzi si possono riassumere nei seguenti punti:

  • si tratta di una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Inoltre, anche gli amministratori locali chiamati a comporre il nuovo Senato godrebbero dell’immunità parlamentare;
  • anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende più confuso, creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato;
  • la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti legislativi differenti;
  • i costi della politica non vengono dimezzati: con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%;
  • l’ampliamento della partecipazione diretta dei cittadini comporterà l’obbligo di raggiungimento di 150mila firme (attualmente ne servono 50mila) per i disegni di legge di iniziativa popolare;
  • il combinato disposto riforma costituzionale-Italicum accentra il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader.

A mio parere ci sono più motivi per votare sì che no: coloro che non voglio cambiare, utilizzano scuse disparate solo perché vengono intaccati i propri interessi; ciò nonostante credo che vi siano vari punti della riforma che non mi convincono a partire dall’accentramento del potere, all’aumento delle firme per i disegni di legge. Però arrivati a questo punto mi domando se non possiamo noi proporre qualcosa di nuovo. Non è facile e non è giusto nemmeno accettare una riforma se non tutti i punti sono chiari, ma bisogna cambiare. 

Gli insulti inferti ai nostri politici, non servono a nulla perché il cambiamento viene dal basso, non dall’alto. La gente, ormai succube dei social non si accorge di come il mondo stia “crollando” questo perché non si presta più attenzione. Mi chiedo come sia possibile che oggigiorno i politici guadagnino così tanto, quando in passato non è mai stato così: questo lavoro lo si fa per una giusta causa, per poter amministrare, gestire e governare un paese. È ovvio che la fiducia manca dal momento che sentiamo individui che non sanno nemmeno parlare nemmeno in italiano, però dobbiamo sforzarci di fare piccoli passi nel nostro piccolo perché solo così allora potrebbe esserci davvero un futuro. 

Attraverso questo post/articolo voglio solo far trasparire i miei dubbi, le mie incertezze verso il mio paese. Vorrei farvi riflettere sulle potenzialità che vi sono, ricordandovi che la situazione può cambiare se noi lo desideriamo davvero. Mi spiace sentire di persone che odiano l’Italia a causa della cattiva gestione, ma in un certo senso abbiamo lasciato le responsabilità agli altri senza prenderci le nostre. È anche colpa nostra se oggi siamo qua. 

Grazie per aver letto e scusate se sono così prolissa e in alcuni punti ripetitiva, ma ci tenevo ad esprimere la mia opinione che potrebbe non essere in accordo con la vostra. 

Vi auguro una buona giornata, 

A presto 

Malika

Mulberry park


  • Trama: Tutti i giorni, dopo il lavoro, Claire Harper va a correre nel Mulberry Park, sperando invano di trovare sollievo dal dolore immane causato dalla perdita del figlioletto, ucciso da un pirata della strada tre anni prima. Ma un giorno, in cima a un albero, scopre una lettera scritta dalla piccola Analisa, orfana di sette anni, a Dio. D’impulso Claire risponde alla bambina, e inizia con lei una corrispondenza che la porterà in breve tempo a conoscere i frequentatori del parco, ciascuno con una propria ferita. Ma soprattutto la porterà a capire di quali miracoli sia capace una semplice lettera.
  • Recensione: l’unico motivo per cui avevo acquistato questo libro, oltre al prezzo molto basso, è stata la copertina. Un bellissimo viale alberato, con tanto di ponte e foglie rosse autunnali. Uno dei miei paesaggi preferiti! Peccato che leggendo, ho scoperto che il romanzo è ambientato in estate, quindi non comprendo la relazione con la copertina. Nonostante ciò, posso affermare che la lettura è stata piacevole: l’imtreccio formatosi tra i vari personaggi, la presenza di considerazioni sul lutto,  la forza di volontà mostrata da una piccola creatura rimasta orfana. Insomma, l’autrice ha saputo sfruttare al meglio i vari temi, senza appesantire troppo il romanzo con constatazioni religiose, al contrario queste erano piuttosto leggere e rimandabili a qualsiasi religione monoteista (in linea generale). Lo stile è molto semplice, nulla di elaborato, come per il lieto fine che mi sembra troppo fiabesco in un certo senso. Lo consiglio più come lettura estiva, che autunnale e soprattutto in un momento un po’ più felice della vostra vita. 
  • Dati generali:
  1. Titolo: Mulberry Park
  2. Autore: Duarte Judy
  3. Casa editrice: Mondadori
  4. Pagine: 280
  5. Prezzo: 9,50€
  6. Voto: 3,5/5

Spero che questa recensione vi sia stata utile, auguro a tutti una buona domenica

A presto

Malika

Sprazzi di vita quotidiana: la metro 


Da quando ho iniziato ad andare a scuola a Milano, ho potuto constatare come la fretta sia una componente assidua nei lavoratori. Infatti, con mia fortuna, ho fatto le superiori in provincia di Varese e pertanto c’erano più studenti che impiegati nel treno.

 Ora che frequento il capoluogo lombardo, sono costretta a fare i conti con individui che incarnano l’ansia e la fretta. Il lunedì e il martedì inizio lezione alle nove, quindi ho tutto il tempo del mondo per arrivare. Ma indovinate a che ora arrivò? Alle otto e mezzo. 

Nonostante prenda il pullman alle 7:39 per evitare il traffico delle otto, corro come una povera disperata. Chi ha inventato la metro è un genio perché ogni quattro minuti ce n’è una, eppure io mi ostino a seguire la massa di gente che scappa per cercare di prendere il primo treno. In questo mi becco carrozze piene ed è già tanto se è possibile trovare posto in piedi. L’unico elemento positivo, è la velocità con cui puoi spostarti da un posto all’altro, per il resto bisogna abituarsi come il fatto che finché non ho la tessera ufficiale, devo usare un biglietto, che prima o poi si rovinerà e la gente dietro mi prenderà a insulti; o come il fatto che cadrò dalle scale perché le scale mobili non le sopporto. 

Comunque bisogna rilassarsi un momento, non si può continuare a vivere nella fretta. Se anche voi vivete questa situazione, vi invito a rallentare il ritmo della vostra vita per evitare di morire prima del tempo

                                               Chi va piano, va sano e va lontano.

 E con ciò vi saluto e vi auguro una bellissima giornata! 

Malika 


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