Pur non avendo pubblicato le recensioni dei primi due capitoli della trilogia, ho deciso che dovevo assolutamente recensire questo. 

Perché?

Dopo due anni e mezzo che avevo lasciato Katniss in balia del distretto 13, dovevo andare a recuperarla e scoprire la fine. Le mie aspettative sono un po’ cadute in basso e non so a dire il vero se i due capitoli precedenti li abbia valuti con attenzione, comunque sia ho parecchie critiche da fare purtroppo. Ma procediamo per gradi.

  • Trama: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno… Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata. 
  • Recensione: 

Come per gli altri due romanzi, anche questo l’ho letto abbastanza velocemente proprio perché la storia ti conquista. Non posso di certo lamentarmi del modo in cui Suzanne Collins scrive: non sarà la miglior scrittrice del secolo, ma è stata capace di farmi vivere gli Hunger games. Infatti, personalmente reputo il primo romanzo come il preferito. Mi è davvero piaciuto perché l’esperienza dell’arena è davvero particolare e ti cattura. Il secondo volume insieme al terzo sono andati un po’ a calare e solamente adesso mi accorgo di alcuni elementi che sono poco chiari. 

  1. Il presidente Snow: a capo del governo di Panem, è considerato l’uomo più crudele che ha dato al via ai giochi detti gli Hunger Games. Il suo ruolo è chiaro: è l’antagonista, bisogna ucciderlo proprio perché se non viene fermato altre persone moriranno a causa sua. Sono opera sua gli ibridi: esseri umani geneticamente mutati e trasformate in bestie. Minaccia la famiglia di Katniss perché lei sta dando l’occasione ai distretti di ribellarsi. Ci sono abbastanza elementi quindi per considerarlo il personaggio cattivo. Qual è il problema? Per quanto la Collins ci abbia dato dei motivi per odiarlo, mancano elementi che ci forniscono la sua storia. Chi è questo uomo? Perché è al potere? Addirittura abbiamo un servizio ideato dal distretto 13 dove Finnick parla dei segreti più oscuri del presidente. Allora perché non fornirci queste informazioni al posto di tagliare corto? Avrei apprezzato maggiormente un approfondimento su uno dei personaggi principali della storia; mi avrebbe permesso forse di odiarlo veramente ma purtroppo ciò non è avvenuto. È apparso così poche volte, ho trovato più insopportabile la Coin. 
  2. Il triangolo amoroso: verso la fine del libro c’è un importante chiacchierata di Gale con Peeta dove cercano di capire quale sarà la scelta finale di Katniss. Purtroppo lei gioca un po’ con entrambi e se prima è tutta “Gale, il mio compagno di caccia e il mio migliore amico” poi è “Peeta e la sua gentilezza, le sue braccia…”. Ma è abbastanza chiaro che lei non conosca l’amore e forse non riesce a comprendere nemmeno i suoi sentimenti, come darle torto? Sono in mezzo ad una guerra! Tornando alla chiacchierata, i due discutono e secondo Gale lei sceglierà in base al suo bisogno di sopravvivenza. Nella conclusione lei spiega invece la sua scelta dicendo che aveva bisogno della gentilezza, dell’amore e della speranza di Peeta e non del fuoco di Gale. Ma non è vero. La scelta avviene perché è costretta a stare con lui! Infatti, dopo aver ucciso la Coin, è stata reclusa al distretto 12 e Peeta più tardi la raggiunge. Il suo migliore amico è al secondo distretto e sarebbe impensabile per lei raggiungerlo, inoltre tra i due c’è dell’attrito perché la bomba che ha provocato la morte della sorella di Katniss è stata ideata da lui. Poi il fatto che non gli abbia sparato quando era stato catturato dai pacificatori è stato un altro elemento ad aggiungere la loro distanza. 
  3. Il carattere di Katniss: dopo la conclusione del libro mi sono messa ad analizzare tutta la storia e ho notato che il suo personaggio è privo di un carattere che la faccia esaltare. Spesso e volentieri è costretta ad agire per il pericolo e per l’odio. Probabilmente non sarebbe viva dopo i primi Hunger Games perché gli incubi e le minacce di Snow sono troppi e se non fosse che vuole vendicarsi, nulla la fermerebbe dal lasciare perdere tutto quanto. È vero che la Collins ci mostra anche un personaggio che non ascolta i comandi degli altri, questo perché pensa alla sua sopravvivenza e a quella delle persone che le stanno accanto: potremmo dire che è empatica sa il significato del dolore. Per il resto il personaggio sembra quasi abbandonato a se stesso. Dopo l’abilità con l’arco e questa sua empatia, io non trovo nessun altra caratteristica che la faccia esaltare come dovrebbe. 
  4. La scelta di imporre gli Hunger Games: i sopravvissuti vincitori degli Hunger Games hanno deciso se imporre o no i giochi ai figli dei sopravvissuti di Capitol City. Katniss ha scelto di sì ma non ho compreso il perché. Dovrei leggere tra le righe per capirlo, ma non riesco: infatti afferma che lo deve a Prim, ma non credo che sua sorella possa essere contenta. Katniss sa cosa significa sacrificare delle vittime innocenti, eppure sembra che voglia vendicarsi. 
  5. L’epilogo: il finale più felice che abbia mai letto fino adesso. Sul serio dopo tutto quello che è accaduto abbiamo un finale così felice? Che Peeta stia con lei non mi disturba, ma addirittura dei figli e tutti felici e contenti. Nemmeno in alcuni romanzi rosa. Avrei preferito un finale che si attenesse all’atmosfera del libro. Anzi, avrei concluso tagliando l’epilogo. 

Nonostante queste critiche voglio sottolineare che la serie è molto bella: credo sia la mia prima trilogia conclusa del tutto e non mi pento di averlo letto. La scrittrice ha fatto un grande lavoro, soprattutto di fantasia che io come tutti i fan apprezziamo. I film: ho visto il primo e non mi ha fatto impazzire, il libro rende meglio l’atmosfera. 

Trattandosi di un distopico, è opportuno cercare di comprendere il mondo che viene rappresentato. Orwell, padre di questo genere, criticava la società inglese, ma sopratutto il regime totalitario russo. In questo caso potremmo individuare l’idea di guerra civile, di paesi in cui ci sono dittature che devono essere rovesciate. Ovviamente ciò non comporta la liberazione di un paese, al contrario spesso e volentieri si finisce per ritornare alle condizioni precedenti. Ed è questo che ci suggerisce il canto della rivolta. 

  • Dati generali del libro: 
  1. Titolo: Il canto della rivolta
  2. Autrice: Suzanne Collins
  3. Casa editrice: Mondadori
  4. Collana: Chrysalide
  5. Pagine: 419
  6. Prezzo di copertina 17,00€ (edizione rilegata) eBook: 6,99€
  7. Voto: 4/5

Consiglio a tutti la trilogia se volete leggere qualcosa che vi distragga e vi catturi allo stesso tempo, occupandovi la mente con altro. 

Se lo avete letto anche voi e avete avuto un impressione diversa, fatemelo sapere! È sempre utile scambiare opinioni diverse. 

Vi auguro una buona giornata, 

A presto

Malika

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